Senza parole

Stavo guardando “Porta a Porta” dove si parlava appunto del disastro del Costa Concordia. Non l’ho visto tutto, mi son trovato per caso (in genere non lo guardo) a vedere 10 minuti. Soli 10 minuti mi sono bastati per percepire il terrore e l’angoscia che hanno vissuto i passeggeri del Concordia. Gente che—già dentro la scialuppa—ha dovuto sopportare la vista di una donna incinta sommersa da una marea di uomini a causa della scialuppa di salvataggio che stava cadendo in mare verticalmente anziché orizzontalmente.

E tutto questo perché il capitano ha fatto una bravata… Una bravata costata migliaia di feriti e, purtroppo qualche morto. Una nave, la Concordia, comandata da un Capitano che dopo aver commesso un errore di quel genere, ha pensato bene di starsene lontano su di una scialuppa—stupido il vicesindaco che è salito sulla nave per cercare di aiutare, di coordinare i soccorsi—rifiutandosi di salire a bordo (al suo posto non sarei mai e poi mai sceso dalla nave. Avrei ispezionato ogni angolo prima di scendere). La cosa assurda è che una persona con 10 anni di esperienza, capitano dell’ammiraglia della Cosza Crociere abbia commesso un errore così grossolano, si sia fatto prendere dal panico e sia scappato. Non sono questi i capitani di cui abbiamo bisogno. Il capitano del Titanic (un po’ più piccolo del Concordia) è affondato con la sua nave. Magari il paragone con il Titanic è un po’ forte, ma tant’è…

La Rockeuse

Oggi abbandono per un attimo le solite sciocchezzuole con cui vi intrattengo perché sono veramente senza parole. Avete sentito/letto la telefonata del comandante con la capitaneria di Porto? 

“…È a quel punto che l’ufficiale della guardia costiera comincia a sospettare che Schettino abbia lasciato ad altri il coordinamento dell’evacuazione e si sia messo in salvo: «Comandante, ha abbandonato la nave?», gli chiede. Schettino svelto ritratta: «No, no, macché abbandonato la nave». All’1,46 le comunicazioni si fanno più concitate. L’ufficiale della guardia costiera alza la voce, e cerca di scuotere il comandante. «Adesso lei va a prua, risale la biscaggina (la scala di corda delle navi, ndr) e coordina l’evacuazione. Ci dice quante persone ci sono ancora: se ci sono bambini, donne, passeggeri e il numero esatto di ciascuna di queste categorie. Vada a bordo. Cosa fa, lascia i soccorsi?». Schettino: «No, no, sono qua, sto coordinando i soccorsi». L’ufficiale ricomincia:…

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